Dopo aver studiato a Barcellona, si trasferisce a Bologna, uno dei più importanti centri universitari dell’epoca, dove si laurea in diritto canonico e diventa professore. Il suo talento giuridico è tale da attirare rapidamente l’attenzione delle autorità ecclesiastiche. Tornato in Catalogna su invito del vescovo Berengario IV, Raimondo intraprende un percorso che lo porterà, nel 1222, a entrare nell’Ordine dei Domenicani.
È in questi anni che, insieme a Pietro Nolasco, contribuisce alla fondazione dell’Ordine dei Mercedari, nato con una missione precisa: riscattare gli schiavi cristiani prigionieri nei territori musulmani. Raimondo non si limita all’organizzazione pratica, ma fornisce anche strumenti concreti alla Chiesa, scrivendo un testo destinato ai confessori, che diventerà un punto di riferimento per secoli.
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Il compito affidato da Papa Gregorio IX
La fama di Raimondo arriva fino a Roma. Papa Gregorio IX, colpito dalla sua competenza, gli affida un incarico enorme: raccogliere, ordinare e sistematizzare l’intero corpus delle decisioni pontificie in materia disciplinare e dottrinale. Nasce così una delle opere fondamentali del diritto canonico medievale, che darà ordine a secoli di documenti sparsi e spesso difficili da interpretare.