Non sempre la violenza si manifesta con un coltello, con un pugno o con un gesto fisico. A volte prende la forma di parole ripetute, di messaggi anonimi, di commenti scritti dietro uno schermo. È una violenza silenziosa, continua, corrosiva. Ed è proprio questo il punto su cui interviene con parole durissime Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa, dopo gli sviluppi drammatici legati al femminicidio di Federica Torzullo e al suicidio dei genitori dell’assassino.