“Le parole restano. Le ferite restano. I morti restano”, scrive Bruzzone. Tutto il resto, conclude, sono solo scuse.
Oltre la cronaca
Il suo intervento sposta il racconto oltre la cronaca nera. Non parla più solo di colpe individuali, ma di un clima culturale che rende possibile l’accanimento, lo legittima e lo amplifica.
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Una riflessione che arriva dopo una sequenza di eventi già insopportabili e che pone una domanda scomoda: quanta responsabilità collettiva c’è nelle tragedie che continuano a moltiplicarsi?