“Odio sui social e violenza collettiva”: il duro sfogo di Roberta Bruzzone dopo la tragedia di Anguillara

Il suo non è un commento “a caldo”, né un’analisi tecnica. È una presa di posizione netta, che chiama le cose con il loro nome e mette sotto accusa una parte precisa della società contemporanea: l’odio normalizzato sui social network.

“Questa è violenza collettiva”

Secondo Bruzzone, ciò a cui si è assistito nelle ore e nei giorni successivi al femminicidio non può essere liquidato come cronaca, dibattito pubblico o libertà di espressione.

“Questa è una scena di violenza collettiva”, scrive. Un accanimento psicologico esercitato su una persona già devastata dal dolore, la madre dell’uomo responsabile del delitto, bersagliata da decine di messaggi d’odio.

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