Messaggi spesso cancellati solo in un secondo momento, quando la tragedia è diventata di dominio pubblico. Ma quando il danno, sottolinea la criminologa, era ormai irreversibile.
L’illusione dell’impunità
Nel suo intervento, Bruzzone attacca frontalmente chi usa i social come sfogo emotivo incontrollato. Non parla di ingenuità o di eccessi verbali, ma di dinamiche psicologiche precise.
Leggi anche:Cultura e teatro italiani in lutto, addio a Mario Mattia Giorgetti
Leggi anche:Francesca Pascale si racconta: “Io e Berlusconi ci siamo amati in modo travolgente
Leggi anche:“Autostrada chiusa”. Gravissimo incidente mortale, traffico in tilt
“Non siete diretti, non siete sinceri, non siete liberi”, scrive rivolgendosi agli odiatori. Secondo la psicologa, molti di questi comportamenti rivelano grave disregolazione emotiva, quando non vere e proprie problematiche cliniche che avrebbero bisogno di un intervento professionale, non di una tastiera.