Il web, spiega, offre un’illusione pericolosa: quella dell’assenza di conseguenze. Ma è un’illusione falsa. Le parole pesano. I commenti feriscono. E in alcuni casi, uccidono.
L’odio come forma di violenza
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Il messaggio centrale è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni: l’odio reiterato è violenza. La persecuzione online è violenza. L’umiliazione pubblica è violenza.
Non si tratta di opinioni, ma di dinamiche riconosciute anche sul piano psicologico. L’esposizione continua all’odio, soprattutto in condizioni di fragilità emotiva, può diventare insostenibile e produrre esiti tragici.