Chi minimizza oggi il rischio di una deriva autoritaria è spesso lo stesso che, anni fa, sottovalutava l’impatto globale del trumpismo. Eppure i segnali sono sempre più chiari.
Economia in affanno e deliri di onnipotenza
Il boom economico promesso non si è mai materializzato. I dazi non hanno prodotto la crescita annunciata e le elezioni di midterm si avvicinano come una minaccia concreta al potere personale del presidente.
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Nelle ultime settimane Trump ha licenziato il governatore della Federal Reserve per stime economiche sgradite, si è autocelebrato a Davos con dati non confermati e ha mostrato un linguaggio sempre più autoreferenziale, parlando di sé in terza persona.