Minneapolis non è un episodio isolato. È il primo banco di prova di una strategia politica che punta allo scontro diretto tra cittadini dello stesso Stato. Secondo molti osservatori, ciò che sta avvenendo negli Stati Uniti non è una semplice escalation di ordine pubblico, ma un disegno preciso: trascinare il Paese verso una guerra civile strisciante.
La definizione è tutt’altro che retorica. Una guerra civile è un conflitto tra fazioni interne a uno stesso Paese, ed è esattamente la dinamica che l’amministrazione Trump sta alimentando, sfruttando paura, polarizzazione e repressione come strumenti di consenso.
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Dall’assalto al Congresso alla nuova strategia repressiva
Non è la prima volta che Trump testa i limiti della tenuta democratica americana. L’assalto a Capitol Hill del gennaio 2021 resta il precedente più clamoroso, ma negli anni successivi il tentativo di forzare lo scontro si è ripetuto a Chicago, Portland e Los Angeles.