Il suo non è un commento “a caldo”, né un’analisi tecnica. È una presa di posizione netta, che chiama le cose con il loro nome e mette sotto accusa una parte precisa della società contemporanea: l’odio normalizzato sui social network.
“Questa è violenza collettiva”
Secondo Bruzzone, ciò a cui si è assistito nelle ore e nei giorni successivi al femminicidio non può essere liquidato come cronaca, dibattito pubblico o libertà di espressione.
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Seguo temi legati alla politica internazionale, all’economia e alla geopolitica.
Il mio approccio si basa sull’analisi dei dati, sul contesto storico e sulla lettura degli equilibri in evoluzione, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per interpretare scenari complessi.