A quasi vent’anni dal delitto, la famiglia continua infatti a convivere con un’esposizione mediatica costante, aggravata oggi dalla velocità con cui contenuti e teorie si diffondono online.
Una situazione che, secondo i legali, avrebbe ormai superato il limite della semplice discussione pubblica, trasformandosi in una continua pressione sulla vita privata dei familiari coinvolti.