Anche la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, aveva pubblicato stralci delle analisi che certificavano l’intossicazione acuta da ricina nelle due vittime, ma la negatività di Giovanni Di Vita. Il tossicologo aveva spiegato che questa circostanza “può ritenersi compatibile sia con l’eventuale assenza della proteina nel sangue al momento del prelievo, sia con la possibile degradazione, anche completa, dell’analita, in ragione del tempo trascorso tra il prelievo e l’esecuzione delle analisi”.
Cosa è la ricina e cosa sappiamo del caso
La ricina è una tossina estratta dai semi della pianta del ricino, una delle sostanze più letali conosciute — non esiste antidoto. Locatelli ha fornito un dato che aiuta a contestualizzare la vicenda: “In Italia lo scorso anno ci sono stati 7-8 casi di intossicazioni da ricina, casi di ingestioni accidentali di piccole quantità e nessuno è deceduto”. Il fatto che Antonella Di Ielsi e la figlia Sara siano morte indica dunque esposizioni di tutt’altra entità rispetto ai casi accidentali usuali.