Una presa di posizione netta, che risponde alle “imprecisioni comparse sulla stampa” — così le definisce lo Spallanzani — e che tende a escludere un errore di conservazione come spiegazione per la negatività dei test sul padre.
Ma il Centro Antiveleni di Pavia aveva detto altro
Il problema è che la versione del tossicologo Carlo Locatelli, intervistato dalla trasmissione IgnotoX, aveva aperto una prospettiva diversa. “Ai nostri test ripetuti più volte è risultato negativo alla ricina, ma il campione non era stato inizialmente conservato da noi”, aveva dichiarato. E poi la spiegazione tecnica che ha alimentato il dibattito: “Quando passano dei mesi dall’ingestione di un veleno di questo tipo e il campione non viene protetto in un certo modo è anche possibile che le tracce del veleno svaniscano”.