“Questo è un popolo di ignoranti spaventosi, un popolo abituato a nutrirsi di banalità”, ha detto, accusando il pubblico moderno di accettare qualsiasi provocazione senza approfondire il significato culturale e storico di certe opere.
Secondo Crepet, il problema non riguarderebbe soltanto Delia, ma un intero sistema che premia la visibilità immediata e la polemica social rispetto al talento autentico. “Tutti vogliono la mediocrità”, ha spiegato, criticando anche il funzionamento dell’industria musicale e dei talent show.
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L’attacco ai talent e alle case discografiche
Nel corso dell’intervista, Crepet ha rivolto critiche pesanti anche al panorama discografico attuale. Secondo lui, oggi non esisterebbero più veri talent scout, ma “mediocrity scout”, persone interessate più alla viralità che alla qualità artistica.