Garlasco, Vittorio Feltri choc: “Stasi e Sempio innocenti entrambi”

Garlasco, Feltri attacca la giustizia: “Stasi innocente, e anche Sempio non c’entra”

Il caso Garlasco continua a scuotere l’opinione pubblica italiana tra nuove indagini, intercettazioni e ricostruzioni che stanno riaprendo uno dei delitti più discussi degli ultimi decenni. E mentre la Procura di Pavia prosegue gli approfondimenti su Andrea Sempio, torna a far discutere anche la posizione di chi da anni sostiene apertamente l’innocenza di Alberto Stasi.

Nelle ultime ore a intervenire è stato Vittorio Feltri, che durante un’intervista rilasciata a Tgcom24 ha usato parole molto dure contro il sistema giudiziario italiano e contro la gestione dell’intera vicenda processuale.

Secondo il direttore editoriale de Il Giornale, non soltanto Alberto Stasi sarebbe innocente, ma anche Andrea Sempio non avrebbe alcun coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi.

“Stasi non c’entra nulla”

Feltri ha spiegato di essersi convinto dell’innocenza di Alberto Stasi fin dai primi giorni dell’inchiesta sul delitto di Garlasco.

“Dal primo giorno ho pensato che fosse innocente”, ha dichiarato il giornalista.

Il direttore ha ricordato come l’ex studente della Bocconi fosse stato assolto nei primi due gradi di giudizio, sostenendo che quelle sentenze rappresentassero già un’indicazione molto chiara sulla sua estraneità ai fatti.

“È assurdo che sia finito in carcere”, ha detto Feltri, criticando duramente la condanna definitiva arrivata successivamente in Cassazione.

Secondo il giornalista, l’intera vicenda rappresenterebbe il simbolo di una giustizia incapace di mantenere una linea coerente nei processi più complessi e mediaticamente esposti.

“Nemmeno Sempio è coinvolto”

Le dichiarazioni che stanno facendo maggiormente discutere riguardano però Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato dalla Procura di Pavia nell’ambito della riapertura dell’inchiesta.

Feltri ha infatti dichiarato di non credere nemmeno alla responsabilità di Sempio nel delitto di Chiara Poggi.

“Temo che venga triturato dalla stessa macchina del fango”, ha affermato.

Secondo il direttore de Il Giornale, gli elementi emersi fino a questo momento non sarebbero sufficienti per sostenere una responsabilità diretta dell’indagato.

Una posizione che si scontra apertamente con l’attuale impianto accusatorio della Procura pavese, impegnata da mesi a rivalutare intercettazioni, consulenze tecniche e nuovi elementi investigativi.

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