C’è stato un periodo in cui il Venezuela veniva raccontato come una terra di opportunità dimenticate, un luogo dove mollare tutto, reinventarsi, aprire un’attività con poca burocrazia e vivere con costi ridotti. Un racconto affascinante, spesso alimentato da esperienze personali reali ma parziali. Nel 2026, però, il contesto è profondamente cambiato.
Gli ultimi eventi politici e sociali hanno riportato il Paese al centro delle cronache internazionali, riaccendendo interrogativi mai davvero sopiti: è ancora possibile vivere e lavorare in Venezuela oggi? E soprattutto: a quali condizioni?

Dal sogno di cambiare vita alla realtà del 2026
Molte testimonianze che circolano online risalgono a dieci o più anni fa, quando la situazione era diversa per intensità e percezione. Nel frattempo il Venezuela ha attraversato una crisi economica prolungata, un’iperinflazione devastante, l’emigrazione di milioni di cittadini e un progressivo irrigidimento politico.
Nel 2026 il Paese resta ricchissimo di risorse naturali e bellezze ambientali, ma la vita quotidiana è segnata da una forte instabilità. Gli ultimi sviluppi politici e la cattura di Maduro hanno aumentato l’incertezza, soprattutto nelle grandi città, rendendo più complesso pianificare investimenti, trasferimenti o nuove attività.
Sicurezza: il vero nodo irrisolto

Uno dei temi più delicati resta la sicurezza. Non si tratta solo di criminalità, che varia moltissimo da zona a zona, ma di un clima generale di imprevedibilità. In alcune aree costiere o residenziali la vita può apparire relativamente tranquilla, mentre altre zone urbane restano ad alto rischio.
Chi vive stabilmente in Venezuela oggi adotta strategie precise: spostamenti limitati, reti locali di fiducia, attenzione estrema a orari, luoghi e abitudini. È una quotidianità che richiede adattamento psicologico, più che spirito d’avventura.
Lavorare in Venezuela oggi: cosa è davvero possibile
Il lavoro è forse l’aspetto più frainteso. L’idea che “basti voler lavorare” non regge più. Le opportunità esistono quasi esclusivamente per chi:
- ha cittadinanza venezuelana o doppia cittadinanza
- possiede contatti familiari o locali consolidati
- opera in settori specifici (turismo locale, ristorazione, servizi mirati)
Avviare un’attività senza appoggi è oggi estremamente rischioso. La burocrazia può essere leggera sulla carta, ma compensata da instabilità normativa, difficoltà nei pagamenti, problemi di approvvigionamento e incertezza valutaria.
Il costo della vita: basso solo in apparenza
È vero: alcune spese quotidiane possono sembrare basse rispetto all’Europa. Ma il costo reale della vita va misurato sulla disponibilità dei beni, non solo sul prezzo. Carenze intermittenti di prodotti, servizi non garantiti, elettricità e acqua non sempre stabili rendono la gestione quotidiana complessa.
Chi vive bene in Venezuela nel 2026, di solito, dispone di entrate dall’estero o di risparmi in valuta forte. Affidarsi solo al reddito locale è, nella maggior parte dei casi, insostenibile.
La differenza tra turismo e trasferimento
Una distinzione fondamentale riguarda il turismo. Visitare il Venezuela per brevi periodi, accompagnati da guide locali e reti affidabili, può ancora essere un’esperienza straordinaria. Vivere stabilmente nel Paese è tutta un’altra cosa.
Molti racconti positivi nascono da esperienze temporanee o da contesti molto protetti. Trasformarli in un modello generalizzabile è uno degli errori più comuni.
Vale ancora la pena pensarci?
La risposta non è un sì o un no assoluto. Il Venezuela del 2026 non è un Paese per improvvisatori. È una scelta che può avere senso solo per chi:
- conosce già il contesto locale
- ha appoggi solidi sul territorio
- dispone di risorse economiche esterne
- è pronto ad accettare un alto grado di incertezza
Per tutti gli altri, il rischio di idealizzare una realtà complessa è molto alto.
Il mito e la realtà
Il Venezuela resta un Paese affascinante, umano, ricco di contraddizioni e bellezza. Ma nel 2026 raccontarlo come una scorciatoia per “mollare tutto” significa ignorare una realtà che richiede lucidità, preparazione e consapevolezza.
Più che un sogno da inseguire alla cieca, è una scelta da valutare con estrema attenzione.
Mi occupo di attualità e temi sociali, con particolare attenzione ai fenomeni che incidono sulla vita quotidiana e sul dibattito pubblico.
Nel mio lavoro cerco di spiegare i fatti in modo chiaro e accessibile, mettendo in relazione le notizie con il loro contesto e le possibili conseguenze.