Il motivo, stando a chi la conosceva, era la paura: Anna temeva che, se avesse chiesto aiuto o fosse risultata troppo fragile, le potessero togliere i figli. Un timore che l’ha portata a isolarsi proprio quando avrebbe avuto più bisogno di supporto. Non risultano segnalazioni ai servizi sociali né interventi precedenti sulla famiglia.
Le parole del presidente Occhiuto
La notizia ha attraversato tutta la Calabria nel giro di poche ore. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha dichiarato: “L’immane tragedia di Catanzaro ci lascia attoniti e profondamente scossi. Un dolore immenso attraversa tutta la Calabria, ferita da una vicenda così drammatica e difficile anche solo da immaginare, da comprendere. La nostra comunità oggi è in lutto: ci stringiamo con sincera partecipazione nel ricordo delle vittime e rivolgiamo il più sentito cordoglio ai familiari”.
La depressione post-partum: una malattia che si può curare
La storia di Anna riporta al centro un tema che ancora fatica a trovare lo spazio che merita: la salute mentale nel periodo perinatale. La depressione post-partum colpisce una percentuale significativa di donne dopo il parto — le stime parlano di una donna su dieci — e può manifestarsi in forme diverse, dalla tristezza persistente alla difficoltà di legame con il neonato, fino ai casi più gravi. È una malattia, non una debolezza. E si può e si deve curare.