I sospetti sugli eventuali dispositivi spariti
Nelle nuove informative investigative viene inoltre evidenziata quella che la Procura definisce una “sostanziale inazione investigativa” nelle verifiche effettuate nel 2017.
Secondo gli investigatori, proprio quel periodo avrebbe consentito all’indagato di diventare più prudente e di eliminare eventuali elementi ritenuti utili alle indagini.
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Durante le recenti perquisizioni effettuate nell’abitazione di via Canova, infatti, non sarebbero stati trovati computer fissi o computer portatili.
Una circostanza che ha spinto gli investigatori a ipotizzare la possibile eliminazione o distruzione di dispositivi elettronici e memorie informatiche considerate rilevanti per la nuova fase dell’inchiesta.
La nuova ipotesi della Procura
Le intercettazioni ambientali, insieme alle consulenze tecniche e alle nuove ricostruzioni investigative, hanno portato oggi la Procura di Pavia a sostenere che Andrea Sempio possa essere stato presente sulla scena del crimine al posto di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi.
La difesa dell’indagato continua però a respingere ogni accusa, contestando il valore delle intercettazioni e la lettura investigativa degli elementi raccolti negli ultimi mesi.
Il procedimento giudiziario resta ancora in corso e ogni valutazione definitiva sarà legata ai futuri sviluppi dell’inchiesta e alle eventuali decisioni della magistratura.
Intanto il caso Garlasco continua a occupare trasmissioni televisive, talk show e prime pagine, confermandosi uno dei misteri giudiziari più controversi della cronaca italiana.