Pensioni, stangata in arrivo ad agosto: ecco chi rischia trattenute più pesanti sul cedolino

Da agosto molti pensionati italiani potrebbero ritrovarsi con un assegno più leggero. L’Inps, infatti, inizierà ad applicare i conguagli Irpef derivanti dalla dichiarazione dei redditi 730/2026, con possibili trattenute direttamente sul cedolino mensile.

Per alcuni contribuenti arriveranno rimborsi e aumenti, ma per altri il rischio è quello di una vera e propria stangata fiscale. La situazione riguarda soprattutto chi, oltre alla pensione, percepisce altri redditi come stipendi da lavoro dipendente, collaborazioni, affitti o altre entrate dichiarate.

Perché scattano le trattenute

Il meccanismo nasce dal ruolo dell’Inps come sostituto d’imposta. L’istituto previdenziale calcola e trattiene le tasse considerando soltanto il reddito pensionistico che conosce direttamente.

Quando però il pensionato possiede anche altri redditi, il quadro fiscale cambia completamente. Sommando tutte le entrate annuali possono infatti scattare aliquote Irpef più elevate rispetto a quelle applicate durante l’anno sulla sola pensione.

È proprio in fase di dichiarazione dei redditi che l’Agenzia delle Entrate effettua il ricalcolo definitivo. Se emerge che il contribuente ha versato meno imposte del dovuto, l’importo viene recuperato direttamente sulla pensione.

Chi rischia di pagare di più

La situazione più delicata riguarda i pensionati con una doppia Certificazione Unica. È il caso, ad esempio, di chi riceve una pensione ma continua anche a lavorare part-time oppure percepisce canoni di locazione o altri redditi aggiuntivi.

Un esempio pratico chiarisce il problema: un pensionato con 20mila euro annui di pensione e altri 15mila euro da lavoro dipendente potrebbe ritrovarsi con parte del reddito tassata al 35% invece che al 23% applicato inizialmente.

Questo genera un debito fiscale che può tradursi in trattenute anche di diverse centinaia di euro sul cedolino.

Quando arriveranno i conguagli

I primi effetti potrebbero comparire già da agosto 2026, soprattutto per chi presenterà il modello 730 entro maggio o giugno. In questo caso il recupero delle somme potrà essere distribuito su più mensilità fino alla fine dell’anno.

Chi invece presenterà la dichiarazione più tardi rischia una situazione molto più pesante. Con meno mesi disponibili per recuperare le somme dovute, le trattenute potrebbero diventare più consistenti e incidere maggiormente sull’importo netto della pensione.

La possibilità della rateizzazione

Esiste comunque una possibilità per alleggerire l’impatto economico. I conguagli a debito possono infatti essere rateizzati sulle mensilità successive, evitando così un taglio immediato troppo elevato.

Proprio per questo molti Caf e consulenti fiscali stanno consigliando ai pensionati di presentare il 730 il prima possibile, così da diluire eventuali trattenute su un periodo più lungo.

Nelle prossime settimane l’attenzione sarà quindi tutta puntata sui cedolini Inps. Per migliaia di pensionati italiani agosto potrebbe trasformarsi nel mese delle verifiche fiscali e delle sorprese sul conto corrente.