Crepet sulla tragedia di Catanzaro: “Il vero problema non è quello che pensano tutti”

Crepet ha sottolineato come il vero nodo possa essere rappresentato da una solitudine profonda, spesso nascosta dietro una quotidianità apparentemente normale.

“Questa donna era probabilmente sola nel suo dolore. Il problema è che nessuno è riuscito a intercettare quel malessere prima che diventasse irreversibile”, ha spiegato.

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La critica alla narrazione del “brava persona”

L’esperto ha poi criticato il modo in cui spesso vengono raccontate tragedie di questo tipo, quando dopo il dramma emergono descrizioni simili da parte di amici e vicini. Frasi come “era una donna tranquilla”, “molto religiosa” o “una madre premurosa”, secondo Crepet, rischiano di trasformarsi in una formula vuota che non aiuta davvero a comprendere il dolore vissuto da chi compie un gesto estremo.

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