Continuare a finanziare il servizio pubblico attraverso una tassa ancorata al possesso di un apparecchio sembra sempre più incoerente con la realtà digitale contemporanea.
Da un punto di vista liberale, europeista e riformista, la vera sfida non è semplicemente semplificare l’ennesima autocertificazione, ma ripensare il modello di finanziamento del servizio pubblico. Questo dovrebbe renderlo più trasparente e progressivo, distaccandolo da una tecnologia ormai superata. Finché questo nodo non verrà affrontato, il Canone Rai continuerà a essere una tassa formalmente legittima, ma politicamente fragile e socialmente contestata.