Se sei in malattia nel 2026, è importante conoscere bene le regole. L’INPS ha infatti rafforzato i controlli domiciliari e il numero delle visite fiscali continua a crescere.
L’obiettivo dell’Istituto è contrastare eventuali abusi del sistema e garantire che le assenze per motivi di salute siano effettivamente giustificate.
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I dati più recenti dell’Osservatorio statistico sul Polo unico per la tutela della malattia mostrano chiaramente questa tendenza. Nella seconda metà del 2025 i certificati medici trasmessi hanno raggiunto quota 14 milioni, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Parallelamente è aumentato anche il numero delle verifiche domiciliari. L’INPS ha disposto circa 399mila controlli, segnando un aumento del 3,7% su base annua. Le previsioni per il 2026 indicano un’ulteriore crescita: le visite fiscali potrebbero arrivare a sfiorare 430mila controlli.
Numeri che dimostrano come l’attenzione dell’Istituto sia sempre più alta. Per i lavoratori in malattia diventa quindi fondamentale rispettare le regole previste dalla normativa, perché le conseguenze in caso di violazione possono essere molto pesanti.

Visite fiscali INPS: quando devi essere a casa
Durante il periodo di malattia il lavoratore ha un obbligo preciso: deve essere reperibile presso il proprio domicilio nelle fasce orarie stabilite per i controlli medici.
Le finestre di reperibilità sono oggi le stesse per dipendenti pubblici e privati. I controlli possono avvenire:
- dalle ore 10:00 alle ore 12:00
- dalle ore 17:00 alle ore 19:00
Le verifiche possono essere effettuate tutti i giorni della settimana, compresi sabati, domeniche e festività. Inoltre possono essere disposte per tutta la durata della prognosi indicata nel certificato medico inviato all’INPS.
Se il lavoratore deve allontanarsi dal domicilio per motivi validi durante queste fasce orarie, è necessario comunicare tempestivamente la variazione all’INPS. In caso contrario si rischia di essere segnalati come irreperibili durante il controllo.
Cosa succede se non sei a casa durante la visita fiscale
Le sanzioni previste dalla normativa seguono una progressione precisa in base al numero di assenze ingiustificate registrate durante i controlli domiciliari.
- Prima assenza ingiustificata: perdita totale dell’indennità di malattia per i primi dieci giorni del periodo contestato.
- Seconda assenza ingiustificata: riduzione del 50% dell’indennità per il restante periodo di malattia.
- Terza assenza ingiustificata: perdita completa dell’indennità per tutta la durata residua della malattia.
Ma non si tratta soltanto di una questione economica. In alcune situazioni il datore di lavoro può anche avviare procedimenti disciplinari. Nei casi più gravi, se vengono accertate violazioni ripetute o comportamenti scorretti, si può arrivare persino al licenziamento.
Per questo motivo conoscere le regole sulle visite fiscali è fondamentale per evitare problemi con l’INPS e con il proprio datore di lavoro.
Controlli sempre più frequenti: i dati degli ultimi anni
L’aumento delle verifiche domiciliari non è un fenomeno isolato. I dati del 2025 mostrano un incremento costante dei controlli disposti dall’INPS.
Nel terzo trimestre del 2025 sono state effettuate circa 199mila visite fiscali, con un aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel quarto trimestre il numero complessivo delle verifiche si è mantenuto elevato, con circa 200mila controlli. Si tratta di un incremento dell’1,6% rispetto al 2024.
Un dato interessante riguarda la differenza tra settore pubblico e privato. Nel comparto pubblico le visite fiscali sono cresciute di oltre dieci punti percentuali, segnale che i controlli sui dipendenti statali sono diventati più frequenti.
Assenteismo e controlli: il confronto con l’Europa
Secondo una recente analisi della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), il fenomeno delle assenze per malattia riguarda molti Paesi europei.
In alcune nazioni del Nord Europa il numero di giorni di malattia è addirittura più alto rispetto all’Italia. Tuttavia in quei sistemi viene spesso utilizzata l’autocertificazione, con controlli meno frequenti rispetto al modello italiano.
Nel nostro Paese, invece, il sistema delle visite fiscali rappresenta uno strumento strutturato e consolidato. L’INPS continua a investire su questo meccanismo per garantire maggiore trasparenza e ridurre eventuali abusi.
Perché è importante conoscere le regole
L’aumento delle visite fiscali dimostra che i controlli sono destinati a diventare sempre più frequenti. Per questo motivo ogni lavoratore in malattia deve conoscere con precisione le fasce orarie di reperibilità e le norme da rispettare.
Essere informati significa evitare sanzioni e proteggere il proprio diritto all’indennità di malattia. In caso di necessità è sempre consigliabile comunicare tempestivamente eventuali spostamenti o variazioni di domicilio.
Nel 2026, con quasi 430mila controlli previsti, la probabilità di ricevere una visita fiscale sarà sempre più alta. Conoscere le regole e rispettarle resta quindi il modo più semplice per evitare problemi.