Il tabacco è da sempre uno dei prodotti più tassati, proprio perché considerato dannoso per la salute. Le accise rappresentano una quota importante del prezzo finale di un pacchetto, e aumentandole lo Stato ottiene un doppio effetto: più entrate e, teoricamente, meno fumatori. Ma la teoria, come spesso accade, si scontra con la realtà.
Fumare non è solo una scelta razionale. È un’abitudine radicata, spesso legata allo stress, alla socialità, a momenti di pausa che diventano rituali. Pensare che basti un aumento di prezzo per modificare comportamenti così profondi è forse ottimistico. Eppure, è su questa leva che si continua a intervenire.
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Chi subirà di più l’aumento delle sigarette
Non tutti sentiranno l’aumento allo stesso modo. Per chi fuma occasionalmente, l’impatto sarà minimo. Per chi ha un reddito medio-alto, potrebbe essere poco più di un fastidio. Ma per chi fuma regolarmente e ha risorse economiche limitate, l’aumento delle sigarette nel 2026 rischia di essere un peso reale.