Dal primo gennaio 2026 fumare in Italia costerà di più. Non di colpo, non con uno shock immediato, ma abbastanza da farsi notare. Un aumento che rientra in una strategia più ampia di rialzo delle accise sul tabacco, pensata su più anni, e che riapre una discussione che ciclicamente ritorna: quanto è giusto colpire il fumo attraverso il prezzo? E soprattutto, chi paga davvero questo aumento?
Perché dietro ogni pacchetto c’è una persona, una routine, una pausa, uno sfogo. E il rincaro del 2026 non arriva nel vuoto, ma in un periodo storico in cui tutto costa di più, le certezze economiche sono meno solide e la pazienza collettiva è già sotto pressione.
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Quanto aumentano davvero le sigarette nel 2026
La domanda che tutti fanno è semplice: di quanto aumentano le sigarette nel 2026? La risposta, come spesso accade, è meno netta di quanto sembri. L’aumento previsto è nell’ordine di pochi centesimi a pacchetto, mediamente intorno ai quindici centesimi. Una cifra che, presa singolarmente, può sembrare quasi irrilevante. Ma è proprio qui che sta il punto.