È qui che entra in gioco una delle critiche più forti a questo tipo di misure: l’aumento del prezzo delle sigarette è una tassa che colpisce in modo più duro chi ha meno. Non perché lo Stato lo voglia esplicitamente, ma perché il costo fisso incide in modo proporzionalmente maggiore sui redditi più bassi.
In altre parole, il rincaro non distingue tra chi fuma per piacere e chi fuma per dipendenza. Non guarda alle condizioni personali, né alle difficoltà economiche. È uguale per tutti, e proprio per questo viene percepito da molti come ingiusto.
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Il vero effetto psicologico del rincaro
C’è poi un aspetto meno visibile, ma forse ancora più potente: l’effetto psicologico. Ogni aumento del prezzo delle sigarette manda un messaggio chiaro, anche a chi non smette. Dice che fumare è sempre meno accettato, sempre più penalizzato, sempre più isolato.