Parliamo di persone che hanno iniziato a lavorare molto presto, spesso prima dei diciannove anni, e che accedono alla pensione anticipata con quarantuno anni di contributi. Il nuovo emendamento aumenta le decurtazioni previste negli anni futuri, portando i tagli a livelli mai visti prima.
Dal 2033 le risorse destinate a questa forma di anticipo vengono ridotte ulteriormente, fino ad arrivare a una decurtazione strutturale che supera i cento milioni annui. A questo si aggiunge il taglio al Fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori usuranti, che riduce in modo significativo la dotazione disponibile.
Leggi anche:Pensioni giugno 2026, aumenti fino a 1.000 euro e arretrati: chi riceverà più soldi nel cedolino
Leggi anche:Pensioni, stangata in arrivo ad agosto: ecco chi rischia trattenute più pesanti sul cedolino
Leggi anche:Calendario pagamenti pensioni Maggio 2026: cambiano le date
Il paradosso della flessibilità promessa e negata
Negli ultimi anni la parola flessibilità è stata usata spesso nel dibattito politico sulle pensioni. Ma la Manovra 2026 racconta una storia diversa. Le finestre di uscita si allungano, le possibilità si restringono, le sperimentazioni vengono archiviate.