Pasquale Carlomagno e Maria Messenio erano stati ascoltati dai carabinieri nei giorni immediatamente successivi alla denuncia di scomparsa della donna, ma esclusivamente come persone informate sui fatti. Le loro dichiarazioni, secondo la Procura, erano basate su una versione dei fatti fornita loro dal figlio, rivelatasi successivamente falsa.
Nessun depistaggio volontario
Le autorità hanno escluso qualsiasi forma di depistaggio consapevole. I genitori avrebbero riferito agli investigatori quanto appreso da Claudio Carlomagno, convinti di raccontare la verità. Solo in un secondo momento, grazie agli accertamenti tecnici su celle telefoniche, tracciati digitali e telecamere di sorveglianza, quelle versioni sono state smentite.
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