Crescendo ho capito che molte persone emotivamente stanche vengono scambiate per pigre, svogliate, poco ambiziose. Non perché non facciano nulla, ma perché non fanno più del minimo indispensabile. E in una società che misura il valore in base alla performance, questo basta per essere etichettati. Ma ci sono segnali molto precisi che raccontano un’altra storia. Segnali che parlano di un esaurimento silenzioso, accumulato nel tempo, spesso ignorato anche da chi lo vive.
Che cos’è la stanchezza emotiva
La stanchezza emotiva non arriva all’improvviso. Non è un crollo, non è una crisi evidente. È un processo lento, quasi educato. Si insinua mentre continui a funzionare, mentre rispetti le scadenze, mentre fai ciò che ti viene richiesto. Per questo è così facile confonderla con la pigrizia. Dall’esterno non sembra un problema, sembra solo un calo di motivazione.
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