Dormivo, mangiavo, lavoravo. Facevo quello che dovevo fare. Ma ogni gesto aveva perso peso emotivo. Non c’era slancio, non c’era desiderio, non c’era nemmeno vera tristezza. Solo una sensazione costante di dover amministrare le energie come se fossero una risorsa sempre sul punto di finire. Il problema era che dall’esterno questo non si vedeva. E quindi veniva tradotto nel modo più semplice possibile: pigrizia.
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