Crescendo ho capito che molte persone non smettono di fare perché non vogliono. Smettono perché hanno dato più di quanto fosse sostenibile. E fermarsi, in questi casi, non è arrendersi. È ricalibrare.
Non è una questione di forza di volontà. È una questione di equilibrio. E riconoscere questi segnali non serve a trovare soluzioni rapide, ma a fare una cosa molto più importante: smettere di confondere la stanchezza con il difetto. Non è pigrizia. È un sistema che chiede tregua. E ascoltarlo è spesso il primo atto di cura.
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