La nota interessante è che l’1,4 per cento è provvisorio. Significa che il dato Istat potrebbe essere corretto più avanti, in meglio o in peggio, e che eventuali conguagli arriveranno nei cedolini futuri. Ma il primo gennaio è comunque una data importante. È il momento in cui la teoria diventa pratica. L’annuncio diventa importo. E la tabella diventa vita quotidiana.
Le tre fasce che determinano tutto
La rivalutazione non è uguale per tutti. Da anni ormai il meccanismo della perequazione segue una logica a scaglioni. E anche per il 2026 la struttura resta la stessa. Tre livelli, tre modi diversi di applicare l’aumento. Nella fascia più bassa l’adeguamento è pieno. Nella fascia intermedia scende leggermente. In quella alta si riduce ancora. È un sistema che cerca di distribuire l’incremento in modo progressivo. Chi ha meno riceve proporzionalmente di più.
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