In altre parole: il 2025 è stato un anno in cui la sicurezza stradale è stata trattata come tema centrale, non come rubrica laterale. E quando un tema diventa centrale, cambia il tono. Cambia la velocità delle procedure. Cambia la sensazione di “essere osservati”. Cambia anche la percezione sociale: parlare di patente ritirata non è più una vergogna rara, è diventato un racconto che gira, che passa di bocca in bocca, che fa da deterrente o, al contrario, da sfida stupida.
Incidenti e vittime: segnali di miglioramento, ma il quadro resta delicato
Sul fronte dell’incidentalità, i dati del primo semestre 2025 mostrano una tendenza al miglioramento: incidenti con lesioni in lieve calo, feriti in lieve calo, vittime in calo più marcato, fino a un meno 6,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024. È un dato che dà respiro, ma non autorizza a cantare vittoria. Perché basta ricordare il 2024: un anno in cui gli incidenti e i feriti risultavano in aumento, pur con un lieve calo dei decessi. È come se l’Italia oscillasse tra due forze opposte. Da una parte la normalizzazione del rischio, dall’altra l’irrigidimento delle regole.
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