Tra i passaggi più discussi della richiesta di grazia c’era il riferimento a presunti consulti medici in Italia. Nei documenti si sosteneva che il bambino fosse stato valutato da specialisti del San Raffaele di Milano e dell’Azienda Ospedale Università di Padova, che avrebbero sconsigliato l’intervento chirurgico in Italia spingendo così verso il trasferimento a Boston.
Ma proprio su questo punto sono arrivate le prime clamorose smentite. Dai controlli preliminari sarebbe emerso che il minore non risulta mai preso in carico ufficialmente nelle due strutture. Ancora più netta la posizione del professor Luca Denaro, direttore della Neurochirurgia Pediatrica di Padova, che ha dichiarato di non aver mai avuto contatti con Nicole Minetti e di non aver mai visitato il bambino.
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La Procura: “Fatti gravissimi”
La Procura Generale di Milano ha definito i nuovi elementi emersi come “fatti gravissimi”. Per questo motivo sono stati avviati accertamenti a tutto campo e con urgenza, non soltanto in Italia ma anche all’estero, per ricostruire ogni passaggio che ha portato al parere favorevole poi trasmesso al Ministero della Giustizia.