Credo che parte del loro valore stia in questa sensazione di concretezza. Il gettone era un’azione fisica, un gesto che precedeva una connessione. Infilare il gettone, sentirlo scendere, aspettare il tono. Tutto questo parlava del rapporto che avevamo con la comunicazione. Oggi quella ritualità non esiste più. E la mancanza di ritualità ci lascia un po’ più vuoti.
C’è un mercato? Sì, ma va capito con lucidità
Il mercato dei gettoni esiste davvero. Non è immenso, ma è stabile. Ci sono collezionisti che cercano pezzi rari, varianti particolari, gettoni in ottime condizioni. I prezzi oscillano, ma seguono logiche precise. L’emotività influisce sulla domanda, ma non la guida. I collezionisti seri sanno esattamente cosa cercano. E sanno che non tutto ciò che è vecchio è prezioso.
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