La riunione di oggi dovrà chiarire se l’ospedale napoletano intenda mantenere aperta questa possibilità o se convergere sul parere del Bambin Gesù. La decisione pesa non solo sul piano clinico, ma anche su quello etico, considerando la scarsità di organi disponibili e la necessità di assegnarli a pazienti con concrete prospettive di sopravvivenza.
L’ipotesi del cuore artificiale perde consistenza
Nelle ultime ore era stata evocata anche la possibilità di un cuore artificiale come soluzione ponte, per guadagnare tempo in attesa di un eventuale miglioramento. È stato citato il nome del cardiologo Claudio Russo dell’Ospedale Niguarda di Milano, ma dalla struttura milanese è arrivata una precisazione: nessuna presa in carico formale né interlocuzione ufficiale.
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