Il piccolo è collegato da 55 giorni all’Ecmo, il sistema di ossigenazione extracorporea che sostituisce temporaneamente la funzione cardiaca e respiratoria. Una tecnologia salvavita, ma che, se utilizzata per periodi prolungati, aumenta esponenzialmente il rischio di complicazioni gravi, tra cui infezioni e danni neurologici.
La posizione del Monaldi: spiraglio o prudenza?
Nonostante il giudizio severo dei medici romani, dal Monaldi trapela una posizione più prudente: «al momento» il bambino sarebbe teoricamente ancora candidabile a un nuovo trapianto. Una formula che non è una conferma, ma nemmeno una chiusura definitiva.