La criminologa Roberta Bruzzone ha però invitato alla cautela, sottolineando come tali elementi possano indicare difficoltà relazionali o insicurezza personale, senza necessariamente essere collegati a dinamiche violente.
Sulla stessa linea anche lo psichiatra Massimo Picozzi, che ha evidenziato la differenza tra stati emotivi come rabbia e odio, spiegando come eventuali reazioni impulsive possano nascere da frustrazioni momentanee e non da un sentimento strutturato nel tempo.
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Il tema del movente e la posizione della difesa
Secondo la Procura, il delitto potrebbe essere legato a un possibile rifiuto in ambito personale o sentimentale. Una ricostruzione che viene contestata dalla difesa, che continua a mettere in discussione la solidità dell’impianto accusatorio.