Quando la festa diventa norma sociale, chi non la vive per come è narrata rischia di sentirsi fuori luogo. Non per colpa propria, ma perché l’immaginario collettivo non racconta ciò che tanti provano davvero. Per questo è utile riconoscere alcuni segnali. Non sono manifestazioni eclatanti: spesso sono dettagli, comportamenti che sfuggono a chi non è attento, movimenti interiori che emergono nel modo in cui una persona si muove, parla o tace durante una festa.
1) Restare fisicamente presente ma emotivamente distante
Una delle manifestazioni più sottili della solitudine durante le festività è quando qualcuno è in una stanza piena di persone ma sembra “altrove”. È un tipo di presenza che non coinvolge, un corpo che ascolta le conversazioni ma non vi partecipa davvero. Occhi che guardano a vuoto per un attimo più lungo della norma, sorrisi che si fermano prima di arrivare agli occhi. È un modo in cui il corpo racconta troppo, senza parole.
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