Al di là delle polemiche politiche, la domanda di fondo rimane la stessa: come garantire un processo realmente equilibrato, in cui il giudice sia percepito come pienamente terzo e il pubblico ministero mantenga la propria autonomia senza sovrapposizioni di ruolo? È su questo terreno che si gioca il confronto attuale, e l’intervista del 1996 rappresenta un tassello storico che contribuisce a comprendere la profondità del dibattito.