Pensioni di aprile 2026: perché l’assegno sarà più basso rispetto a marzo e cosa c’è davvero dietro

Per capire cosa sta succedendo davvero bisogna fare un passo indietro, guardare cosa è cambiato con la legge di Bilancio 2026 e capire perché marzo ha portato cifre più alte del solito. Solo così si capisce perché aprile sembrerà “peggiore”, pur non essendolo davvero.

Per capire la situazione di aprile, bisogna partire dalla riforma IRPEF introdotta dalla legge di Bilancio 2026. Le nuove aliquote fiscali sono tre: il 23% fino a 28.000 euro di reddito, il 33% tra 28.000 e 50.000 euro, e il 43% oltre i 50.000 euro. La novità più rilevante per la fascia media dei pensionati è la riduzione del secondo scaglione, che è passato dal 35% al 33%: due punti percentuali in meno, in vigore dal 1° gennaio 2026.

Cosa è cambiato con la legge di Bilancio 2026: le nuove aliquote IRPEF

Fin qui tutto bene. Il problema è che l’INPS, per ragioni tecniche, non ha applicato immediatamente il nuovo calcolo a gennaio e febbraio, continuando a trattenere le imposte con le vecchie aliquote. Il risultato è che nei primi due mesi dell’anno molti pensionati hanno pagato qualcosa in più del dovuto.

Perché marzo era più alto: il meccanismo degli arretrati

A marzo l’INPS ha corretto il tiro: ha ricalcolato le imposte dei mesi di gennaio e febbraio e ha restituito ai pensionati l’eccedenza trattenuta in più, inserendo nel cedolino una voce specifica denominata “arretrati A.C.”. Una somma una tantum che ha gonfiato l’assegno di marzo rispetto a quello che sarebbe stato in condizioni normali.

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