La regola pratica suggerita dalla ricercatrice è quella dell’“arcobaleno nel piatto”: più colori diversi di frutta e verdura si consumano ogni giorno, più ampia è la varietà di fitonutrienti introdotta nell’organismo. Rosso del pomodoro e del melograno, arancione della carota e della zucca, viola del cavolo e dei mirtilli, verde degli spinaci e del broccolo: ogni colore corrisponde a una famiglia di composti con proprietà specifiche e complementari.
Il ruolo delle proteine vegetali e delle spezie
La professoressa Rescigno aggiunge due indicazioni complementari alle tre F. La prima riguarda le proteine vegetali: privilegiarle rispetto a quelle animali — senza necessariamente eliminarle — riduce l’apporto di grassi saturi, spesso responsabili di stati infiammatori silenti che nel tempo danneggiano sia l’intestino che il cuore. Legumi, tofu, tempeh e cereali integrali sono fonti eccellenti di proteine vegetali ricche anche di fibre. La seconda riguarda le spezie e gli aromi: non solo questione di gusto, ma di salute. Curcuma, zenzero, cannella, rosmarino e origano contengono fitonutrienti ad alta concentrazione e permettono di ridurre il consumo di sale senza sacrificare il sapore — un doppio vantaggio per il cuore e per il microbiota.
Seguo temi legati alla politica internazionale, all’economia e alla geopolitica.
Il mio approccio si basa sull’analisi dei dati, sul contesto storico e sulla lettura degli equilibri in evoluzione, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per interpretare scenari complessi.