Il punto centrale è che il pericolo non è l’ignoranza, ma l’eccesso di sicurezza. Quando una generazione si sente “più avanti per definizione”, smette di ascoltare. Dà per scontato che il passato sia stato stupido invece di chiedersi quali condizioni lo abbiano formato. E soprattutto fatica ad ammettere che anche il presente ha punti ciechi.
La trappola dell’overconfidence
Orwell suggerisce un’idea semplice: la tecnologia cambia più rapidamente della natura umana. Evolvono gli strumenti, non per forza i difetti. Orgoglio, conformismo, bisogno di appartenere, autoassoluzione: restano. E spesso si presentano con un trucco elegante, quello della superiorità morale.
Mi occupo di attualità e temi sociali, con particolare attenzione ai fenomeni che incidono sulla vita quotidiana e sul dibattito pubblico.
Nel mio lavoro cerco di spiegare i fatti in modo chiaro e accessibile, mettendo in relazione le notizie con il loro contesto e le possibili conseguenze.