L’uomo ringrazia in fretta e parte come può, seguendo le indicazioni. Dopo due corridoi, tre porte e una svolta di troppo, però, capisce l’orrore: si è perso.
Nessuno in vista. Autonomia stimata: meno di un minuto.
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Disperato, piegato in due e ormai rassegnato, nota una porta socchiusa. La apre. La stanza è quasi completamente buia.
Perfetta.
Cerca qualcosa, qualunque cosa, e vede un vaso di fiori. Non esita. Sfila i fiori, si abbassa i pantaloni, si siede e con un immenso senso di sollievo dà libero sfogo ai propri bisogni, riempiendo quasi completamente il vaso.