Doveva essere l’artista capace di riportare la melodia italiana classica sul palco dell’Eurovision Song Contest 2026. Invece per Sal Da Vinci è arrivato un risultato che lascia inevitabilmente spazio all’amarezza.
L’Italia ha chiuso soltanto al quinto posto nella finalissima disputata a Vienna, mentre a conquistare la vittoria è stata la Bulgaria con Dara e il brano “Bangaranga”, diventato già uno dei tormentoni più discussi dell’edizione.
Leggi anche:Garlasco, la scoperta sull’avvocata di Sempio: Angela, di chi è l’ex fidanzata
Leggi anche:Amanda Sandrelli, perché non ha il cognome Paoli
Leggi anche:Rita Dalla Chiesa furiosa difende Diaco dagli insulti per il Sì al referendum

Una serata spettacolare, dominata da effetti speciali, performance estreme e scenografie futuristiche che hanno trasformato il palco dell’Eurovision in un gigantesco show internazionale.
In questo scenario, la proposta italiana con “Per sempre sì” è apparsa quasi una scelta romantica e controcorrente.
La performance di Sal Da Vinci
Per settimane il cantante napoletano era stato indicato come uno dei possibili protagonisti assoluti della competizione.
Streaming altissimi, enorme seguito social e grande entusiasmo soprattutto nei Paesi mediterranei avevano alimentato aspettative molto alte attorno alla sua partecipazione.
Sul palco della Wiener Stadthalle, Sal Da Vinci ha scelto di puntare tutto sull’identità italiana: emozione, melodia e una messa in scena volutamente più tradizionale rispetto alle proposte viste durante la finale.
Il pubblico presente in arena ha applaudito a lungo l’esibizione, ma televoto e giurie non hanno premiato abbastanza la scelta artistica dell’Italia.
Alla fine è arrivato un quinto posto che non rappresenta un flop, ma che resta comunque inferiore alle speranze costruite nelle ultime settimane.
La vittoria della Bulgaria con “Bangaranga”
A conquistare il trofeo dell’Eurovision 2026 è stata la Bulgaria grazie a Dara, protagonista di una performance ad altissimo impatto visivo.
“Bangaranga” ha dominato la serata con ritmi elettronici, scenografie aggressive, luci spettacolari e una coreografia costruita per colpire immediatamente il pubblico televisivo europeo.
Secondo posto per Israele in una finale accompagnata anche da forti tensioni politiche e proteste nelle strade di Vienna.
Il successo bulgaro conferma ancora una volta la trasformazione dell’Eurovision in uno spettacolo sempre più orientato verso l’impatto scenico e l’immediatezza televisiva.
I social si dividono
Subito dopo la finale, sui social si è acceso il dibattito tra chi difende la proposta italiana e chi invece ritiene che Sal Da Vinci non fosse adatto al formato moderno dell’Eurovision.
Molti utenti hanno definito l’esibizione italiana una delle più autentiche dell’intera competizione.
Altri invece sostengono che oggi il contest premi soprattutto show estremi, provocazione visiva ed energia scenica, lasciando poco spazio alle ballate più melodiche e tradizionali.
In tanti hanno comunque elogiato il cantante napoletano per aver portato sul palco europeo un’immagine musicale fortemente italiana e lontana dai modelli pop internazionali più standardizzati.
Un Eurovision sempre più spettacolare
L’edizione 2026 sembra aver confermato definitivamente la direzione presa dal contest negli ultimi anni.
Effetti speciali, scenografie monumentali, ritmi ossessivi e costruzioni visive sempre più estreme stanno diventando centrali nella competizione europea.
In questo contesto, la proposta di Sal Da Vinci è sembrata quasi una sfida nostalgica: una scelta emotiva e profondamente italiana che ha conquistato applausi e attenzione, ma non abbastanza voti per arrivare fino alla vittoria.
Resta però il riconoscimento di una performance capace di lasciare il segno e di riportare sul palco dell’Eurovision una melodia italiana autentica e immediatamente riconoscibile.