Bastava una dichiarazione. Pierluigi Diaco, conduttore di Bella Ma’ su Rai 2, aveva rilasciato un’intervista all’AdnKronos dichiarando apertamente di essere favorevole al Sì al referendum sulla giustizia. Una posizione netta, personale, espressa senza ambiguità. Il risultato è stato una valanga di insulti sui social che ha dell’incredibile per violenza e bassezza.
Tra i messaggi comparsi contro di lui: “servo”, “leccac…”, “sei solo un aiutante dei corrotti” — e attacchi omofobi espliciti che non è possibile riprodurre. Non critica politica, non dissenso argomentato: odio personale puro, riversato su un uomo che aveva semplicemente detto da che parte stava su un quesito referendario.
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E mentre la maggior parte del mondo televisivo taceva, una persona ha scelto di non farlo.
“Vigliacchi”: Rita Dalla Chiesa attacca gli hater — e i colleghi che tacciono
Rita Dalla Chiesa, deputata di Forza Italia ed ex volto storico di Forum, è intervenuta con parole di fuoco. Ha definito “vigliacchi” gli utenti che hanno sommerso Diaco di insulti, accusandoli di praticare “il metodo del bruciare le idee degli altri con la violenza e con la tossicità” — tipico, a suo dire, di chi non è capace di sostenere un confronto democratico. “Un uomo non è un tiro al bersaglio per gente frustrata”, ha scritto.
Ma il passaggio più politicamente rilevante del suo intervento non riguarda gli hater anonimi. Riguarda i colleghi. “Vigliacchi sono i tanti colleghi che si nascondono dietro il silenzio. Basta con questa ipocrisia.” Un’accusa diretta al mondo dello spettacolo e della televisione — un ambiente che, secondo la deputata, assiste in silenzio quando uno dei suoi viene aggredito per aver espresso un’opinione scomoda. Ha parlato di “persone che hanno un’esistenza talmente vuota di tutto, di amore, di sentimenti, di gentilezza, di comprensione, di rispetto” — riferendosi sia agli autori degli insulti sia a chi, nel sistema mediatico, sceglie l’inerzia davanti alla violenza verbale.
Il finale del suo sfogo è dedicato a Diaco: “Diaco è un uomo perbene. A lui tutto il mio affetto e la mia solidarietà.”
Fiorello: “Se voti Sì sei un lacchè, se voti No sei un testimonial — non ha tutti i torti”
A rafforzare il punto sollevato da Rita Dalla Chiesa è intervenuto anche Fiorello, durante il programma radiofonico “La Pennicanza”. Lo showman ha ricordato che Diaco è stato uno dei pochi volti noti della televisione italiana ad esporsi apertamente sul referendum: “Abbiamo trovato uno che si schiera per il Sì. Ha detto che ‘se in Italia voti No sei un testimonial, se voti Sì sei un lacchè’. Non c’ha tutti i torti secondo me.”
Una battuta che, con il tono leggero tipico di Fiorello, fotografa con precisione il clima di intimidazione che si è creato attorno a chi ha scelto di schierarsi dalla parte meno conveniente del dibattito televisivo. Il caso Diaco non è una polemica passeggera: è un test sul prezzo che si paga, in certi ambienti, per dire ad alta voce quello che si pensa.