Referendum, l’affluenza cambia tutto: “Chi vince alla grande con questi risultati”

Il dato delle ore 19 ha segnato un punto di svolta nella lettura politica del referendum sulla giustizia. L’affluenza si attesta intorno al 38% — un livello che non solo conferma le indicazioni già emerse nella mattinata con il record del 14,92% alle 12, ma le rafforza in modo significativo. Non è più una buona partenza: è una traiettoria consolidata, che punta verso una partecipazione finale che le proiezioni più prudenti collocano tra il 60% e il 63%, con scenari più dinamici che spingono verso il 63-65%.

E con una partecipazione in quella fascia, la lettura del risultato cambia in modo sostanziale. Perché l’affluenza elevata, storicamente, non distribuisce i voti in modo neutro: premia il Sì, che cresce con l’ingresso degli elettori tardivi e meno ideologicamente orientati — quelli che si muovono nelle fasi finali del voto, spinti dal clima generale più che da una militanza precisa.

I seggi restano aperti fino alle 23 di questa sera e riaprono domani lunedì dalle 7 alle 15, quando inizierà lo spoglio. Ma il quadro che si sta delineando è già abbastanza chiaro da giustificare un’analisi delle proiezioni.

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