La giornata del referendum sulla giustizia è stata segnata da dati di affluenza record e da una serie di polemiche che hanno animato i social dall’alba fino a sera.
L’ultima, in ordine di tempo, ha come protagonista Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, immortalato all’interno di un seggio elettorale con la copertina del suo giornale ben visibile — un’immagine che ha scatenato un acceso dibattito online su cosa si possa e non si possa fare all’interno di una sezione elettorale.
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La foto ha fatto rapidamente il giro dei social, raccogliendo migliaia di commenti. In molti hanno interpretato l’episodio come una forma di propaganda al seggio, vietata per legge entro i 200 metri dalle sedi di voto.
La norma si applica a manifesti, volantini e qualsiasi altra forma di comunicazione che possa orientare il voto — e la copertina di un giornale schierato apertamente per il No, mostrata all’interno di un seggio, ha quantomeno sollevato la questione. Uno dei commenti più gettonati sotto le condivisioni della foto recitava: “Che bello spot per il Sì!” — con evidente ironia — raccogliendo quasi 900 like.