Un emissario inviato da re Farouk la trovò profondamente depressa, deperita, bisognosa di cure specialistiche. Si parlò persino dell’intervento discreto di uno psichiatra americano. Quando emerse un’accusa di tradimento con il suo insegnante di persiano, la situazione divenne insostenibile.
Farouk le scrisse chiedendole di divorziare. Fawzia accettò immediatamente. Il divorzio fu ottenuto secondo la legge egiziana, ma non riconosciuto in Iran per anni. Tornò in patria senza poter portare con sé la figlia, rimasta a Teheran.
Una seconda vita lontana dai riflettori
In Egitto, Fawzia ricostruì lentamente se stessa. Si risposò con il colonnello Ismail Chirine, uomo colto e raffinato, ministro della Difesa e laureato a Cambridge. Fu un matrimonio d’amore, lontano dalla politica e dalle imposizioni.
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