La prima cosa che mi colpisce sempre è il modo in cui la gente riduce tutto a un numero. Ma il maresciallo non è un numero. Non è una voce su un cedolino. È una persona che vive in mezzo ai problemi degli altri. Una figura che attraversa case, strade, emergenze, solitudini, paure. Ridurre tutto al “quanto guadagna” sembra quasi un’offesa, ma è una domanda legittima. Perché lo stipendio racconta molto di come uno Stato valuta il lavoro di chi lo rappresenta.
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