Santi del giorno 11 gennaio 2026: San Paolino d’Aquileia e gli altri santi

Papa e martire

L’11 gennaio 2026, nel calendario liturgico della Chiesa cattolica, è una data di grande rilievo spirituale. Il santo di oggi è San Paolino d’Aquileia, figura centrale della Chiesa altomedievale, teologo, musicista e protagonista della riforma ecclesiastica in epoca carolingia. Accanto a lui, vengono ricordati anche Sant’Igino, papa, e San Pietro di Cesarea, martire.

Il santo del giorno rappresenta una tradizione antica che unisce memoria storica e riflessione spirituale, offrendo ogni giorno esempi di vita cristiana che hanno attraversato secoli e contesti diversi.

San Paolino d’Aquileia, patriarca e teologo

San Paolino d’Aquileia nacque intorno all’VIII secolo a Premariacco, vicino a Cividale del Friuli. Uomo di grande cultura, fu scelto da Carlo Magno tra le personalità ecclesiastiche più autorevoli del suo tempo. Dopo la conquista del Friuli, il sovrano carolingio gli donò beni fondiari nel 776 e, nel 787, lo designò patriarca di Aquileia.

La scelta non fu casuale. L’epoca carolingia coltivava un legame profondo tra fede e cultura, e Paolino ne fu uno dei massimi interpreti. Il suo ruolo fu quello di mediare tra il potere imperiale e quello papale, contribuendo alla stabilità religiosa e politica dell’area.

La giurisdizione della sede di Aquileia era vastissima: si estendeva dall’Austria fino a Verona, da Concordia a Treviso, da Feltre a Vicenza, includendo anche l’Istria. In questo contesto, Paolino svolse un’intensa attività pastorale e dottrinale.

Da patriarca, convocò più volte concili per affrontare questioni teologiche e organizzative della Chiesa. Morì l’11 gennaio 802 a Cividale, sede episcopale di Aquileia, dove riposa ancora oggi.

L’inno “Ubi caritas” e l’eredità spirituale

Tra gli scritti più celebri attribuiti a San Paolino d’Aquileia vi è l’inno Ubi caritas, tradizionalmente cantato durante la liturgia del Giovedì Santo. Il testo esprime con forza il legame tra amore, unità e presenza di Dio nella comunità cristiana.

L’inno è conosciuto ancora oggi anche nella traduzione italiana Dov’è carità e amore ed è uno dei canti più significativi della liturgia.

Testo latino (estratto)

Ubi caritas est vera, Deus ibi est.
Congregavit nos in unum Christi amor.
Timeamus et amemus Deum vivum.
Et ex corde diligamus nos sincero.

Traduzione italiana (conoscitiva)

Dove l’amore è vero, lì abita Dio.
Ci ha radunati l’Amore di Cristo.
Temiamo e amiamo il Dio vivente
e amiamoci con cuore sincero.

Sant’Igino, papa e martire

L’11 gennaio la Chiesa ricorda anche Sant’Igino, papa nel II secolo. Secondo un’antica tradizione, era un filosofo di origini ateniesi. Eletto pontefice nel 138, guidò la Chiesa in un periodo delicato, segnato da persecuzioni e controversie dottrinali.

Morì martire durante il regno dell’imperatore Antonino Pio. È ricordato per aver contrastato l’eresia gnostica, che proponeva una fede riservata a pochi “illuminati”, opponendovi la universalità del Vangelo.

San Pietro di Cesarea, giovane martire

Tra i santi del giorno figura anche San Pietro di Cesarea, martire del III secolo. Conosciuto anche con il nome di Apselamo o Balsamo, fu vittima delle persecuzioni sotto l’imperatore Massimino.

Ancora giovanissimo, preferì affrontare il martirio piuttosto che rinnegare la propria fede cristiana. Morì arso vivo a Cesarea di Palestina, diventando simbolo di una testimonianza estrema e coraggiosa.

Il significato dei santi del giorno 11 gennaio

I santi celebrati l’11 gennaio 2026 rappresentano modelli diversi ma complementari di vita cristiana: il pastore e teologo, il papa e difensore della fede, il giovane martire. Le loro storie raccontano una Chiesa viva, attraversata da sfide culturali, politiche e spirituali.

Ricordarli oggi significa riscoprire il valore della fedeltà, della carità e del coraggio, in un tempo che continua ad avere bisogno di riferimenti autentici.

Exit mobile version