Maurizio Landini, dal comitato del No, parla addirittura di “nuova primavera per il Paese” e invita a festeggiare in piazza. Angelo Bonelli esulta sui social, Nicola Fratoianni sostiene che da oggi “cambia il vento” e Matteo Renzi usa parole ancora più dirette, sostenendo che Meloni non si dimetterà solo perché non ne avrebbe il coraggio. Il tono generale è chiaro: l’opposizione, pur frammentata, tenta di costruire una narrazione comune in cui la bocciatura della riforma equivale a una sconfitta politica personale della premier.
Affluenza record: il vero dato che cambia tutto
Al di là del risultato finale, il dato che ha sconvolto analisti e partiti è l’affluenza. Alla chiusura dei seggi, la partecipazione si è attestata attorno al 58,9%, un livello altissimo per un referendum confermativo su una materia ritenuta complessa e tecnica. Fino a pochi giorni fa molti sondaggi prevedevano una partecipazione più bassa, in alcuni casi molto più bassa. Invece le urne hanno restituito un Paese mobilitato, diviso, ma tutt’altro che disinteressato.